Con Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 18 del 16 aprile 2009 è stato pubblicato un Bando di Concorso per titoli ed esami per la copertura di quindici posizioni lavorative dell'organico dell'ARBEA di Istruttore tecnico (Cat. C - p.e. C1)
Il sito di riferimento è http://www.arbea.basilicata.it/
sabato 18 aprile 2009
Bando di concorso per 15 posti da Istruttore tecnico (Cat. C - p.e. C1)
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Francesca B. Cice
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venerdì 13 febbraio 2009
La vita
Tempo fa avevo un cane, il suo nome era Pallino, un meticcio molto dolce e affettuoso. Mi ha fatto compagnia per circa 7 anni, fino a quando non si è ammalato di lesmaniosi. Ero molto legata a lui, amavo i suoi occhi sempre attenti ad ogni minimo mio movimento; il suo continuo seguirmi; il piacere che provava quando l'accarezzavo.
Alla proposta del veterinario: "Se tu vuoi veramente bene a Pallino, devi evitare una volta per tutte che lui soffra", mi sono ritrovata con una grande decisione da prendere. Dovevo capire qual era la mia posizione nei confronti della vita.
La vita è un mistero, un evento non scontato e nemmeno casuale. Da adulti ci sentiamo partecipi del concepimento, ma in effetti non ogni rapporto da origine ad una vita e pur non riconoscendo il disegno divino, la vita con la sua complessità generativa rivela la sua grandezza.
Alla luce di quanto detto mi sono chiesta se avessi il diritto di decidere se interrompere la mia vita, quella di un mio caro o comunque di un essere che io amavo. Assolutamente non ho nessun diritto, perché è un mistero che si è originato indipendentemente dalla mia volontà e che cresce e si evolve verso mete ed obiettivi che io non potrò mai capire e prevedere.
Pallino è morto di morte naturale. Ma negli ultimi mesi la vicenda di Eluana mi hanno fatto riflettere ancora una volta sul concetto della vita. Penso che oggi il punto focale non sia tanto la persona di Eluana, quanto ll'affermazione del diritto di eutanasia esercitato dalla famiglia Englaro.
Si continua a leggere che Eluana è morta 17 anni fa, ma in realtà respira autonomamente ed è solo alimentata da un sondino. Come può essere? Se fosse morta, come potrebbero farla morire nuovamente?
Osservo molta ipocrisia e nessuna presa di posizione, soprattutto dalla famiglia, se volessero porre fine, come affermano, alle sofferenze di Eluana, allora perché arrecarle atroci sofferenze, togliendole il sostentamento alimentare quotidiano e poi somministrandole medicinali per alleviarle la sofferenza?
La morte arriva naturalmente, se lei ha vissuto per tutto questo tempo significa che ha energie e che, a suo modo, sta portando a termine l'obiettivo per cui le è stata donata la vita.
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Francesca B. Cice
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Il muro dell'intolleranza
Osservando il mondo che mi circonda avverto un irrimediabile cambiamento verso la negatività e l'intolleranza.Cambiamento che sembra avuto impulso iniziale a seguito della scomparsa di Papa Wojtyła.
La sua vita era stata imperniata nel dialogo interculturale, i popoli si incontravano con la chiara volontà di risolvere le incomprensioni. Il mondo, nel nome di Cristo, e per mezzo di un uomo illuminato, era proiettato alla pace e alla convivenza sociale, nel rispetto dei diritti dell’uomo.
Sono passati quasi 4 anni dalla sua morte e il suo operato, sembra che a tutti, ma soprattutto agli uomini di potere, sia rimasto solo un lontano ricordo. Non si ricorda l’intensa attività di mediazione e di confronto per l’abbattimento di barriere etniche e razziali come, ad esempio, la caduta del muro di Berlino nel 1989 o il dialogo con la chiesa ortodossa nel 2001.
A conferma di quanto detto c'è la testimonianza dei numerosi muri eretti negli ultimi 6 anni come soluzione dei conflitti etnico - sociali.
Alcuni esempi? Nel 2003 viene terminata la costruzione del muro tra la Palestina e Israele. Per gli israeliani era l’inizio della pace, ma non era così per i palestinesi, che si videro espropriati dei loro territori. Il futuro era scontato, sarebbe stato segnato da tensioni politiche e sociali.
Rimanendo in Italia, a Padova, nel 2006, venne eretto un muro per separare il ghetto dai quartieri della città. La motivazione per la sua costruzione fu che era possibile garantire meglio l’ordine pubblico e in qualche modo proteggere i quartieri della periferia della città. Ma la realtà era un’altra, vi era la chiara volontà di circoscrivere in uno spazio limitato tutti coloro che potessero essere un pericolo per gli abitanti della città.
Ogni giorno assisto a intolleranze sociali, culturali, etniche, politiche. Quella stessa intolleranza che ha permesso l’Olocausto. Sono passati pochi giorni dal ‘giorno della memoria’ e mi convinco sempre di più che sia diventata solo una data, un evento esterno lontano nello spazio e nel tempo.
Vorrei credere che la realtà non sia così e che qualcuno si stia operando per il dialogo e il confronto, se fosse vero il contrario significherebbe assistere impassibili a tante piccole Shoa. E con questa affermazione, penso all’indiano bruciato a Nettuno, alla protesta dei lavoratori inglesi nel North Lincolnshire contro gli italiani, ai diritti degli immigrati in ogni luogo del mondo, al diritto dei Palestinesi di vivere nei loro territori.
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Francesca B. Cice
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martedì 11 dicembre 2007
Corso Ruby gratuito
Lunedì 7 gennaio 2008, Satish Talim darà inizio ad un corso on-line e gratuito su Ruby.
L'iniziativa è lodevole, soprattutto perché parte da una persona esperta nella programmazione in Ruby, che ha deciso di condividere le sue conoscenze con altra gente, in uno spirito di condivisione e crescita comune.
Informazioni dettagliate a questo indirizzo: http://www.rubylearning.org/class/
Ecco il blog: http://rubylearning.com/blog/2007/12/08/free-online-ruby-programming-course/
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Francesca B. Cice
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lunedì 10 dicembre 2007
Il Giornalismo nell'era della Rete, saperi liberi e privacy
Per anni la comunicazione si è sdoppiata tra quella presente sulla carta e quella, sempre più predominante, circolante nella rete. Dualismo che sin dall'inizio non è stato di facile decifrazione. Ci si è sempre chiesto se il giornalista web si potesse considerare un giornalista 'patentato' al pari di quello cartaceo. Internet ha cambiato la visione del mondo, mentre nella comunicazione cartacea i lettori erano soggetti passivi, in un rapporto in cui le scelte venivano prese ed attuate dalle redazioni giornalistiche, si è passati alla comunicazione web in cui i lettori diventano parte attiva e creativa dell'informazione. Questo cambiamento ha portato ad un sostanziale mutazione dei giornali e delle riviste.
Negli ultimi 10 anni la velocità della rete ha reso possibile una più veloce trasmissione dell'informazione. I pregi della comunicazione web rispetto a quella cartacea sono tanti, l'informazione può essere aggiornata in tempo reale e chiunque può partecipare alla sua formazione. Il contrario avviene nella comunicazione stampata, dove, il più delle volte, l'informazione risulta già passata e non aggiornabile se non alla successiva ristampa. Il lettore è passivo, non può far presente il proprio punto di vista.
Ecco il motivo per il quale, accanto alle testate tradizionali, che sviluppano anche la presenza nel web per fidelizzare i web readers al pari di quelli tradizionali,sono nate molte webzine, testate giornalistiche online, in cui l'informazione viene prodotta gratuitamente e il cui sostentamento viene garantito dalla pubblicità, che il più delle volte è insufficiente a coprire i costi. D'altro canto Internet ha dato la possibilità di creare velocemente\nnuova informazione. Gruppi socio-culturali attraverso la rete condividono informazioni fruibili su scala mondiale. Questo non ha\nprovocato la scomparsa dei giornalisti e dei giornali, ma la loro conversione ad essere trait d'union tra l'informazione e i soggetti che la fruiscono, raccogliendo, sintetizzando e verificando l'informazione presente in Internet. Un fenomeno non nuovo, anche prima della venuta in essere della rete, il ruolo del giornalista era quello di raccogliere informazione per offrire notizie il più complete possibili. Con l'avvento della rete il giornalismo ha avuto nuova vitalità, apportata dall'esercito dei non autorizzati, ecco il motivo dei blog e del giornalismo partecipativo. Blog e wiki scritti sia da perfetti sconosciuti ma con grandi competenze, che da personaggi illustri, che decidono di condividere le loro conoscenza con la grande comunity. Queste nuove forme, che per la loro età, sembrano avere minor importanza rispetto alla carta stampa tendono a rendere quest'ultima solo un ulteriore mezzo di supporto, in cui vengono sottolineate le notizie più lette e scaricate del web. La rete diventa contenitore del lavoro intellettuale di individui sparsi nel globo, che ragionano individualmente ma sotto il confronto di centinaia di referenti, che partecipano alla formazione delle idee. È questo quello che avviene nell'open source. In questa nuova realtà tutti assumono il ruolo di giudice e di verificatore dei contenuti letti; ma viene anche migliorata in maniera esponenziale la capacità di selezione, decifrazione e aggregazione dei contenuti, grazie alle funzionalità offerte dalla rete.
D'altro canto Internet ha dato la possibilità di creare velocemente nuova informazione. Gruppi socio-culturali attraverso la rete condividono informazioni fruibili su scala mondiale. Questo non ha provocato la scomparsa dei giornalisti e dei giornali, ma la loro conversione ad essere trait d'union tra l'informazione e i soggetti che la fruiscono, raccogliendo, sintetizzando e verificando l'informazione presente in Internet. Prima dell'avvento in essere della rete, il ruolo del giornalista era quello di raccogliere informazione per offrire notizie il più complete possibili. Con l'avvento della rete il giornalismo ha avuto nuova vitalità, apportata dall'esercito dei non autorizzati, ecco i blog e il giornalismo partecipativo. Blog e wiki scritti sia da perfetti sconosciuti ma con grandi competenze, che da personaggi illustri, che decidono di condividere le loro conoscenza con la grande comunity.
Queste nuove forme, che per la loro età, sembrano avere minor importanza rispetto alla carta stampa tendono a rendere quest'ultima solo un ulteriore mezzo di supporto, in cui vengono sottolineate le notizie più lette e scaricate del web.
La rete diventa contenitore del lavoro intellettuale di individui sparsi nel globo, che ragionano individualmente ma sapendo di confrontarsi con centinaia di referenti, che partecipano alla formazione delle idee. È questo quello che avviene nell'open source. In questa nuova realtà tutti assumono il ruolo di giudice e di verificatore dei contenuti letti; ma viene anche migliorata in maniera esponenziale la capacità di selezione, decifrazione e aggregazione dei contenuti, grazie alle funzionalità offerte dalla rete.
La rete diventa un mondo parallelo che in molti ambiti si intreccia con la realtà. Un mondo in cui nuovi gruppi si costituiscono e nuove comunità si rafforzano in nome di un interesse, di un sapere, di una passione in comune.
Si è difronte alla realtà in cui c'è una minor richiesta di notizie, ma una forte offerta di raccolta delle stesse. L'informazione è realizzata dal 'passante' che per caso coglie al balzo una notizia e che per quasi per gioco la condivide, non con il vicino di casa, ma con il vicino di rete, nonché con il mondo intero.
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Francesca B. Cice
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Etichette: blog, giornalismo
lunedì 5 novembre 2007
Anch'io ne ho uno!
Dopo aver sentito di tutto a riguardo dei blog e dei loro utilizzatori, finalmente è arrivato il momento di averne uno anch'io.
Certamente non pretendo di arrivare a quelli gestiti da persone importanti, ma sicuramente voglio utilizzarlo per puntualizzare le mie considerazioni sul mondo che immediatamente mi circonda.
Per avere un'idea di quello che sono i miei pensieri:
Tratto da L'Italia da distruggere - La meglio gioventù Fonte: http://www.youtube.com
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Francesca B. Cice
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