Dopo aver sentito di tutto a riguardo dei blog e dei loro utilizzatori, finalmente è arrivato il momento di averne uno anch'io. Certamente non pretendo di arrivare a quelli gestiti da persone importanti, ma sicuramente voglio utilizzarlo per puntualizzare le mie considerazioni sul mondo che immediatamente mi circonda. Per avere un'idea di quello che sono i miei pensieri:
lunedì 19 settembre 2011
Della crisi si è parlato tantissimo, da quasi cinque anni a questa parte, tante sono state le supposizioni, c'è stato chi pensava che ne saremmo usciti in poco tempo, chi prevedeva un breve periodo di stasi, chi invece annunciava la ripresa imminente.
La realtà è stata ben diversa e, da più parti, il messaggio inviato è stato quello di ridimensionarsi. Per lungo tempo ci si è concessi un ritmo di vita che non si poteva sostenere a lungo.
Ma tutto questo non è stato ancora recepito. È sufficiente stare in un centro commerciale qualsiasi di sabato pomeriggio, per osservare la frenesia con la quale la gente si accaparra la merce sui scaffali.
Spesso mi chiedo se tutto quello che comprano sarà utilizzato. In particolare mi ha colpita vedere lo scaffale dei diari scolastici alla vigilia del ritorno a scuola, completamente vuoti, il costo in media si aggirava sui 9,90 - 12,90 Euro, tutti griffati e di dimensioni diverse.
Il costo mi è sembrato da subito eccessivo, anche se vedendo gli occhi dei miei ragazzi, capivo che lo desideravano e se l'avessero trovati, sicuramente li avremmo comprati.
Per giorni ho messo a confronto, da un lato, il desiderio di accontentare i ragazzi e permettergli di sfoggiare un diario griffato a scuola con gli amici e permettere loro di far parte del gruppo VIP nella classe e, dall'altro lato, farli ragionare.
Un libro scolastico, frutto dell'ingegno di scrittori, progettisti ed editori, costa all'incirca 12,90 Euro. A confronto con l'agenda credo che valga più un libro che un'agenda. Se consideriamo le agende aziendali, quelle che sono regalate all'inizio dell'anno, il costo, a comprarle, non va oltre i 5,00 Euro. Allora perché spendere così tanto per un'agenda?
Forse per la grafica? le dimensioni? i colori? Ho pensato di dare sfogo alla mia creatività, naturalmente contenendo i costi del materiale necessario.
Il materiale necessario due pezzi di stoffa, uno scatolo di cartone (quello delle scarpe va molto bene), colla vinilica, fogli bianchi, una perforatrice, un nastro/spago per la rilegatura e un rotolo di nastro telato del colore preferito.
Dal materiale elencato si riescono a realizzare tre agende per un costo complessivo di 3,00 Euro.
I disegni, le immagini, le date che devono essere presenti all'interno dell'agenda? Lascio carta bianca ai ragazzi, coloreranno, attaccheranno adesivi, faranno pasticciare ai loro amici, e alla fine avranno un loro diario... veramente unico!!
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martedì 16 marzo 2010
Realizzare template Joomla con NVU o Kompozer
La rete è ricca di risorse e basta sapere cosa cercare, che alla fine tutto è stato già scritto e trattato. Spesso è possibile trovare guide e tutorial di utenti che, nello spirito della condivisione libera, decidono di scrivere le problematiche incontrate e i successi ottenuti. Durante la ricerca ho osservato che alcuni passi non erano stati descritti in modo adeguato, lasciando alcuni buchi, che non rendevano facile e immediata l'utilizzo di questi software; per questo motivo che ho deciso di scrivere anch'io una guida, descrivendo passo passo quelle che sono state le mie scelte.
I programmi necessari sono NVU per gli utenti Windows o Komposer per gli utenti Linux. Serve un'estensione, open4gtplbuilder; tutti e tre i programmi sono software liberi, è possibile quindi utilizzarli e studiarne il codice.
open4gtplbuilder è un'estensione, quindi è necessario installarla nel software WYSIWYG (What You See Is What You Get) già installato; di conseguenza questa è la procedura da seguire:
open4gtplbuilder è un'estensione, quindi è necessario installarla nel software WYSIWYG (What You See Is What You Get) già installato; di conseguenza questa è la procedura da seguire:
- installare NVU o Komposer ;
- aprire il programma;
- aprire il file dell'estensione .xpi da Tools| Extensions, comparirà una finestra simile a questa:
- premere prima Install e poi Install now;
- è necessario riavviare NVU / Komposer per rendere eseguibile l'estensione.

Al riavvio del software la schermata presenterà altre due barre degli strumenti, sono quelli relativi all'estensione caricata:

Ogni icona è relativa ad un contenitore del template di Joomla, quindi ci sarà la Testata della pagina web, cliccando l'icona Testa si inserirà il codice php relativa all'intestazione, così come ci sarà il Corpo Centrale, meglio conosciuto come body della pagina web, il contenitore di sinistra Sinistra e quello di destra, Destra.
La realizzazione di un template inizia con la realizzazione della pagina index.php, che non è altro che una pagina in cui è inserita una tabella e in cui utilizzando le icone di gtpbuilder presenti in NVU si inseriscono i contenitori delle immagini e dei contenuti che saranno visibili dall'utente.
È necessario creare un file zip, che conterrà diversi file:
/index.php
/css/index.html
/css/template_css.css
/index.html
/index.xhtml
/images/
/TemplateDetails.xml
Questo file .zip sarà caricato dal lato amministrativo in Joomla: Estensioni | Installa /Disisntalla | Scegli File | Carica file e Installa
- È necessario creare una cartella, nominandola con il nome del template definitivo, qui saranno presenti tutti i file sopraelencati;
- il primo file che si andrà ad inserire sarà index.php, sarà realizzato utilizzando NVU, impostando i colori e lo stile che più riteniamo consoni al lavoro da realizzare;
- sarà creato un altro file index.xhtml;
- gli altri file sono creati in automatico utilizzando l'estensione gtpbuilder in NVU:
- cliccando sul tasto builder
si aprirà questa finestra:
- si deve selezionare la cartella di lavoro, quella in cui abbiamo creato i file index.php e index.xhml;
- si clicca su CREA STRUTTURA TEMPLATE per creare le cartelle IMAGES e CSS;
- si clicca su MODIFICA INFO TEMPLATE per aggiungere informazioni aggiuntive al template, come autore, email, commenti vari;
- il tasto PUBBLICA E METTI IN SICUREZZA IL TEMPLATE è meglio non premerlo, poiché genererebbe un nuovo index.php che si andrebbe a sovrapporre a quello creato e presente nella cartella di lavoro;
- premere di nuovo l'icona builder e riaprirla;
- si spunteranno le caselle check box per selezionare tutti i file e si può creare così il file .zip cliccando su CREA PACCHETTO ZIP DI INSTALLAZIONE

Guida all'installazione e configurazione di NVU
mercoledì 9 settembre 2009
Depressione: abuso

Si parla sempre più spesso di depressione. Un termine forse troppo abusato per giustificare gesti estremi inspiegabili.
Dal punto di vista medico la depressione viene definita come una patologia dell'umore, riconoscibile da alcuni sintomi comportamentali, affettivi che possono influire sull'umore della persona, compromettendo la capacità di un individuo di adattarsi alla vita sociale.
In una notizia apparsa il 26 agosto su repubblica.it, si legge che una ragazza madre uccide suo figlio e poi sè stessa. La motivazione data dalla dirigente della sezione omicidi della squadra mobile di Genova è quella che si tratterebbe del 'solito' caso di depressione post parto. Forse con questa frase si vuole fugare qualsiasi dubbio sul motivo per cui una donna ha preferito interrompere la sua vita e quella di un bambino portato con tanti timori per nove mesi nel grembo.
Quello che i commentatori di questa vicenda sembrano aver trascurato è che in una società basata sulla comunicazione, sembra che questa sia stata messa al bando nei rapporti interpersonali. Oggi non è più così semplice parlare direttamente e aprirsi o fare aprire le persone, per cui spesso la solitudine prende il sopravvento. Nella solitudine molti sviluppano la convinzione che prima il mondo esterno e poi anche gli affetti più vicini siano insensibili ai pensieri più profondi: pensieri che si accavallano e diventono montagne invalicabili.
Quanto si desidererebbe che qualcuno porgesse la mano e indicasse la via di uscita, ma spesso non arriva e si rimane da soli e a questo punto il peso aumenta così tanto da annientare qualsiasi speranza di uscita e non resta che farla finita, in quel gesto estremo che vuole raccontare lo sconforto di una vita che si sarebbe voluto diversa, forse con più amore e comprensione.
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sabato 18 aprile 2009
Bando di concorso per 15 posti da Istruttore tecnico (Cat. C - p.e. C1)
Con Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 18 del 16 aprile 2009 è stato pubblicato un Bando di Concorso per titoli ed esami per la copertura di quindici posizioni lavorative dell'organico dell'ARBEA di Istruttore tecnico (Cat. C - p.e. C1)
Il sito di riferimento è http://www.arbea.basilicata.it/
Il sito di riferimento è http://www.arbea.basilicata.it/
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venerdì 13 febbraio 2009
La vita
Tempo fa avevo un cane, il suo nome era Pallino, un meticcio molto dolce e affettuoso. Mi ha fatto compagnia per circa 7 anni, fino a quando non si è ammalato di lesmaniosi. Ero molto legata a lui, amavo i suoi occhi sempre attenti ad ogni minimo mio movimento; il suo continuo seguirmi; il piacere che provava quando l'accarezzavo.
Alla proposta del veterinario: "Se tu vuoi veramente bene a Pallino, devi evitare una volta per tutte che lui soffra", mi sono ritrovata con una grande decisione da prendere. Dovevo capire qual era la mia posizione nei confronti della vita.
La vita è un mistero, un evento non scontato e nemmeno casuale. Da adulti ci sentiamo partecipi del concepimento, ma in effetti non ogni rapporto da origine ad una vita e pur non riconoscendo il disegno divino, la vita con la sua complessità generativa rivela la sua grandezza.
Alla luce di quanto detto mi sono chiesta se avessi il diritto di decidere se interrompere la mia vita, quella di un mio caro o comunque di un essere che io amavo. Assolutamente non ho nessun diritto, perché è un mistero che si è originato indipendentemente dalla mia volontà e che cresce e si evolve verso mete ed obiettivi che io non potrò mai capire e prevedere.
Pallino è morto di morte naturale. Ma negli ultimi mesi la vicenda di Eluana mi hanno fatto riflettere ancora una volta sul concetto della vita. Penso che oggi il punto focale non sia tanto la persona di Eluana, quanto ll'affermazione del diritto di eutanasia esercitato dalla famiglia Englaro.
Si continua a leggere che Eluana è morta 17 anni fa, ma in realtà respira autonomamente ed è solo alimentata da un sondino. Come può essere? Se fosse morta, come potrebbero farla morire nuovamente?
Osservo molta ipocrisia e nessuna presa di posizione, soprattutto dalla famiglia, se volessero porre fine, come affermano, alle sofferenze di Eluana, allora perché arrecarle atroci sofferenze, togliendole il sostentamento alimentare quotidiano e poi somministrandole medicinali per alleviarle la sofferenza?
La morte arriva naturalmente, se lei ha vissuto per tutto questo tempo significa che ha energie e che, a suo modo, sta portando a termine l'obiettivo per cui le è stata donata la vita.
Alla proposta del veterinario: "Se tu vuoi veramente bene a Pallino, devi evitare una volta per tutte che lui soffra", mi sono ritrovata con una grande decisione da prendere. Dovevo capire qual era la mia posizione nei confronti della vita.
La vita è un mistero, un evento non scontato e nemmeno casuale. Da adulti ci sentiamo partecipi del concepimento, ma in effetti non ogni rapporto da origine ad una vita e pur non riconoscendo il disegno divino, la vita con la sua complessità generativa rivela la sua grandezza.
Alla luce di quanto detto mi sono chiesta se avessi il diritto di decidere se interrompere la mia vita, quella di un mio caro o comunque di un essere che io amavo. Assolutamente non ho nessun diritto, perché è un mistero che si è originato indipendentemente dalla mia volontà e che cresce e si evolve verso mete ed obiettivi che io non potrò mai capire e prevedere.
Pallino è morto di morte naturale. Ma negli ultimi mesi la vicenda di Eluana mi hanno fatto riflettere ancora una volta sul concetto della vita. Penso che oggi il punto focale non sia tanto la persona di Eluana, quanto ll'affermazione del diritto di eutanasia esercitato dalla famiglia Englaro.
Si continua a leggere che Eluana è morta 17 anni fa, ma in realtà respira autonomamente ed è solo alimentata da un sondino. Come può essere? Se fosse morta, come potrebbero farla morire nuovamente?
Osservo molta ipocrisia e nessuna presa di posizione, soprattutto dalla famiglia, se volessero porre fine, come affermano, alle sofferenze di Eluana, allora perché arrecarle atroci sofferenze, togliendole il sostentamento alimentare quotidiano e poi somministrandole medicinali per alleviarle la sofferenza?
La morte arriva naturalmente, se lei ha vissuto per tutto questo tempo significa che ha energie e che, a suo modo, sta portando a termine l'obiettivo per cui le è stata donata la vita.
Il muro dell'intolleranza
Osservando il mondo che mi circonda avverto un irrimediabile cambiamento verso la negatività e l'intolleranza.Cambiamento che sembra avuto impulso iniziale a seguito della scomparsa di Papa Wojtyła.
La sua vita era stata imperniata nel dialogo interculturale, i popoli si incontravano con la chiara volontà di risolvere le incomprensioni. Il mondo, nel nome di Cristo, e per mezzo di un uomo illuminato, era proiettato alla pace e alla convivenza sociale, nel rispetto dei diritti dell’uomo.
Sono passati quasi 4 anni dalla sua morte e il suo operato, sembra che a tutti, ma soprattutto agli uomini di potere, sia rimasto solo un lontano ricordo. Non si ricorda l’intensa attività di mediazione e di confronto per l’abbattimento di barriere etniche e razziali come, ad esempio, la caduta del muro di Berlino nel 1989 o il dialogo con la chiesa ortodossa nel 2001.
A conferma di quanto detto c'è la testimonianza dei numerosi muri eretti negli ultimi 6 anni come soluzione dei conflitti etnico - sociali.
Alcuni esempi? Nel 2003 viene terminata la costruzione del muro tra la Palestina e Israele. Per gli israeliani era l’inizio della pace, ma non era così per i palestinesi, che si videro espropriati dei loro territori. Il futuro era scontato, sarebbe stato segnato da tensioni politiche e sociali.
Rimanendo in Italia, a Padova, nel 2006, venne eretto un muro per separare il ghetto dai quartieri della città. La motivazione per la sua costruzione fu che era possibile garantire meglio l’ordine pubblico e in qualche modo proteggere i quartieri della periferia della città. Ma la realtà era un’altra, vi era la chiara volontà di circoscrivere in uno spazio limitato tutti coloro che potessero essere un pericolo per gli abitanti della città.
Ogni giorno assisto a intolleranze sociali, culturali, etniche, politiche. Quella stessa intolleranza che ha permesso l’Olocausto. Sono passati pochi giorni dal ‘giorno della memoria’ e mi convinco sempre di più che sia diventata solo una data, un evento esterno lontano nello spazio e nel tempo.
Vorrei credere che la realtà non sia così e che qualcuno si stia operando per il dialogo e il confronto, se fosse vero il contrario significherebbe assistere impassibili a tante piccole Shoa. E con questa affermazione, penso all’indiano bruciato a Nettuno, alla protesta dei lavoratori inglesi nel North Lincolnshire contro gli italiani, ai diritti degli immigrati in ogni luogo del mondo, al diritto dei Palestinesi di vivere nei loro territori.
La sua vita era stata imperniata nel dialogo interculturale, i popoli si incontravano con la chiara volontà di risolvere le incomprensioni. Il mondo, nel nome di Cristo, e per mezzo di un uomo illuminato, era proiettato alla pace e alla convivenza sociale, nel rispetto dei diritti dell’uomo.
Sono passati quasi 4 anni dalla sua morte e il suo operato, sembra che a tutti, ma soprattutto agli uomini di potere, sia rimasto solo un lontano ricordo. Non si ricorda l’intensa attività di mediazione e di confronto per l’abbattimento di barriere etniche e razziali come, ad esempio, la caduta del muro di Berlino nel 1989 o il dialogo con la chiesa ortodossa nel 2001.
A conferma di quanto detto c'è la testimonianza dei numerosi muri eretti negli ultimi 6 anni come soluzione dei conflitti etnico - sociali.
Alcuni esempi? Nel 2003 viene terminata la costruzione del muro tra la Palestina e Israele. Per gli israeliani era l’inizio della pace, ma non era così per i palestinesi, che si videro espropriati dei loro territori. Il futuro era scontato, sarebbe stato segnato da tensioni politiche e sociali.
Rimanendo in Italia, a Padova, nel 2006, venne eretto un muro per separare il ghetto dai quartieri della città. La motivazione per la sua costruzione fu che era possibile garantire meglio l’ordine pubblico e in qualche modo proteggere i quartieri della periferia della città. Ma la realtà era un’altra, vi era la chiara volontà di circoscrivere in uno spazio limitato tutti coloro che potessero essere un pericolo per gli abitanti della città.
Ogni giorno assisto a intolleranze sociali, culturali, etniche, politiche. Quella stessa intolleranza che ha permesso l’Olocausto. Sono passati pochi giorni dal ‘giorno della memoria’ e mi convinco sempre di più che sia diventata solo una data, un evento esterno lontano nello spazio e nel tempo.
Vorrei credere che la realtà non sia così e che qualcuno si stia operando per il dialogo e il confronto, se fosse vero il contrario significherebbe assistere impassibili a tante piccole Shoa. E con questa affermazione, penso all’indiano bruciato a Nettuno, alla protesta dei lavoratori inglesi nel North Lincolnshire contro gli italiani, ai diritti degli immigrati in ogni luogo del mondo, al diritto dei Palestinesi di vivere nei loro territori.
martedì 11 dicembre 2007
Corso Ruby gratuito
Lunedì 7 gennaio 2008, Satish Talim darà inizio ad un corso on-line e gratuito su Ruby.
L'iniziativa è lodevole, soprattutto perché parte da una persona esperta nella programmazione in Ruby, che ha deciso di condividere le sue conoscenze con altra gente, in uno spirito di condivisione e crescita comune.
Informazioni dettagliate a questo indirizzo: http://www.rubylearning.org/class/
Ecco il blog: http://rubylearning.com/blog/2007/12/08/free-online-ruby-programming-course/
L'iniziativa è lodevole, soprattutto perché parte da una persona esperta nella programmazione in Ruby, che ha deciso di condividere le sue conoscenze con altra gente, in uno spirito di condivisione e crescita comune.
Informazioni dettagliate a questo indirizzo: http://www.rubylearning.org/class/
Ecco il blog: http://rubylearning.com/blog/2007/12/08/free-online-ruby-programming-course/
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